mercoledì 24 dicembre 2014

Buon Natale

Auguri. 
Auguri a tutti.
Perché sia un Natale davvero bello e sereno.
E anche se non è come avreste voluto che sia, 
vi auguro di trovare in voi la forza per sorridere e andare avanti, 
vivere il presente con la certezza che il domani dipende da come si vive l'oggi.
Vi auguro di trovare l'amore, di ritrovarlo, 
di viverlo, di riceverlo e di donarlo.
L'amore in tutto ciò che fate, in tutto ciò che vivete, in tutto ciò che siete.
L'amore per chi avete intorno, per chi vi sta vicino,
 per chi non è con voi ma è ugualmente nel vostro cuore.
Il mio Natale quest'anno sarà all'insegna della famiglia,
 con mia madre e mia figlia tornata dall'America...
Manca solo Lui.
E quando arriverà sarà ancora Natale. 
Sempre.


Vi lascio con una canzone registrata per l'occasione...
"Have yourself a merry little Christmas" 
con "Carol of the bells" finale a capella.


La dedico a tutti voi,
a tutti coloro che mi leggono
e mi incoraggiano.
E mi ricordano che 
"Non c'è buio possibile con la luce che ho dentro".

Buon Natale.
E Grazie.
Francesca

martedì 16 dicembre 2014

Nell'occhio del ciclone



Sospesa,
come in una bolla di sapone.


Mi ritrovo al centro di un tornado.


È tutto silenzioso, ovattato,

come sott'acqua.

È un equilibrio precario,

Una quiete carica di attesa, 

che osserva tutto da dentro.
Perché il tornado fuori si muove,
gira vorticoso,
travolge e
distrugge ogni cosa.
Ma la distruzione prelude al cambiamento.
E poi c'è sempre una rinascita.

Thump-thump. Thump-thump. Thump-thump.

Inizio a distinguere il suono del mio cuore,
 sempre più forte.
Sta arrivando
ma io non ho paura.
Sorrido e allungo una mano
pronta a danzare con lui.

Thump-thump. Thump-thump. Thump-thump.
L'ho aspettato per una vita.
Ed ora è qui.

lunedì 24 novembre 2014

Le rose

Un mazzo di rose 
Colorate e vivaci come te.
Il rosso della passione e della forza
Il giallo dell'allegria.
Delicate, forse, i petali vellutati
che attirano carezze.
E ne hanno bisogno:
le rose amano essere accarezzate.
Le rose amano essere annusate.
Emanano un profumo
che sa di qualcosa di antico e profondo.
Anche il profumo è forte. 
Talvolta inebriante da lasciarti stordito.
Questa volta appena accennato.
quasi a lasciare intendere che c'è dell'altro...
Poi provi a prenderle.
Se le afferri con troppa irruenza ti pungono, 
ti graffiano...
A volte lo fanno anche se usi tutta la delicatezza di questo mondo. 
Perché mentre l'irruenza sa di possesso,
 di impazienza, la delicatezza sa di amore.
E loro si difendono dal troppo amore.
E ti feriscono appena provi ad avvicinarti...
Un mazzo di rose.
Che sta li a ricordarti chi sei.
Che ti parla con il suo silenzio distaccato.
E tu vorresti essere una margherita.
Più semplice, più pura, senza spine,
 perché nn ha bisogno di difendersi...
E invece hai davanti un mazzo di rose...
Esattamente come te.


venerdì 21 novembre 2014

Il dono

Lei ha un dono bellissimo.
In molti, a pensarci bene, 
gliel'hanno fatto notare 
ma lei non ci ha mai creduto.
Qualcuno l'ha pure ringraziata
perché per merito suo ha riscoperto il proprio mondo interiore.
Lei racconta le proprie emozioni 
e le esprime in ogni cosa che fa.
Si nutre di esse e le amplifica,
le cattura 
e poi le riversa in ogni gesto,
in ogni sorriso,
in ogni sguardo, 
in ogni impegno.
Quando sono negative 
( succede anche quello)
le affronta, 
si lascia travolgere,
le attraversa
e poi le trasforma.
Ma sono emozioni vere,
autentiche, profonde, 
che si autoalimentano.
Semplicemente: le vive.
E in un certo senso "insegna" a viverle anche agli altri.
Ma non con la presunzione di chi si considera un "Maestro", o un leader...

Ha avuto come una rivelazione, 
ha aperto gli occhi stupita 
e ha capito che può essere utile agli altri.
Semplicemente essendo se stessa, 
manifestando sempre di più la sua essenza.
Ha trovato finalmente un posto nel mondo, 
e si è sentita, finalmente, utile.
Ha capito di avere un dono prezioso.
Un dono per chi sa ascoltare, 
percepire
per chi è pronto a vivere in modo autentico.

Qualcuno si limita ad osservare da lontano.
Qualcuno, dopo essere stato travolto,
si ritrova malridotto e lo rifiuta categoricamente. 
La allontana. 
La tratta male solo per il fatto che si permette di mostrare 
che esiste un mondo interiore, spirituale.
Qualcuno prende questo dono 
e lo porta nella propria vita.
E ora qualcuno, inaspettatamente, vuole viverlo al suo fianco.

venerdì 14 novembre 2014

Rinasco Nuvola

Se rinasco...rinasco nuvola...
Morbida, soffice e bianca,
un batuffolo di cotone,
solitaria,
 stagliata su un cielo azzurrissimo, 
mi trasformo, 
divento un delfino che salta e gioca nel mare
un fiore che spunta in un prato infinito,
il profilo di una persona con lo sguardo sognante e sorridente.
Oppure grigia, nera, minacciosa...
un tutt'uno con le altre...
perché, se c'è da scatenare un temporale,
 l'unione fa la forza...
Piango, 
mi lascio attraversare dai raggi del sole,
mi dissolvo e mi riformo...
viaggio, 
mi sposto, 
osservo tutto e tutti dall'alto...
non mi sfugge niente,
ogni bacio rubato,
ogni abbraccio,
ogni risata,
ogni lacrima,
di gioia e di sofferenza.
Mi faccio ammirare e ispiro sogni,
storie, 
faccio riemergere ricordi...
Qualche volta rispondo a chi mi parla...
Sì...
se rinasco...
rinasco nuvola.

lunedì 29 settembre 2014

In viaggio

Parto. 
Sabato mattina, presto.
Devo arrivare a Verona per il matrimonio di mia cugina.
Sosta x fare il pieno di gasolio e di caffè.
E poi autostrada. 
Come sempre la musica fa da sottofondo.
Ho scelto MJ, Thriller, come parte della colonna sonora.
Il viaggio mi rilassa.
No, in realtà mi stimola. 
Quando viaggio le sensazioni e le intuizioni si amplificano.
Spesso arrivano le soluzioni dei problemi, 
o nuove idee... 
Sarà perché sono da sola, 
concentrata e centrata nel presente.
Osservo il paesaggio che arriva verso di me 
e poi scorre al mio fianco, per poi scomparire.
In effetti è così: 
in qul momento è come se tutto mi arrivasse addosso.
 Non sono io che "vado verso". 
Io sono ferma. 
In attesa. 
Pronta ad accogliere. 
Certo è un'attesa vigile ed attiva. 
Divento ricettiva.
E così osservo i colori 
e le forme che cambiano rispetto alla luce 
o che sono mutati rispetto al viaggio precedente...
un'altra stagione, un'altro giorno, un'altra ora.
E quando ritrovo quell'albero enorme 
a ridosso del cavalcavia,
 all'altezza di Cesena, lo saluto:
" ciao amico, ben trovato..." 
mi sento rassicurata...
Oppure sorpresa, se trovo una casa diversa 
o un campo coltivato o fiorito... 
Nuovi colori, nuove forme... 
Che entrano a far parte di me.
Mi diverto ad osservare i filari, le pianure, 
i casolari, il cielo e le sue nuvole, il sole e la luna...
 Tutti questi pensieri si accavallano quando guido 
e sono sola, con l'auto riempita dalla musica...
Mi fermo in un autogrill, 
café café café!!
Appena entrata mi travolge un ricordo.
Mi sono fermata qui solo un'altra volta. 
Allora non ero sola. 
Mi accompagnava, anche se non fisicamente, 
una persona speciale. 
Ho ritrovato il punto esatto in cui,
 quel giorno, è partito un brano di Vasco Rossi,
 Senorita, che l'ha portato li da me.
Sorrido.
E vado a prendere il caffè...
Torno in auto e cambio cd.
Di solito mi piace cantare. 
Ma stavolta ho bisogno 
di immergermi nella musica. 
Di ascoltare e lasciarmi trasportare. 
E naturalmente scelgo Cacciapaglia. 
Quarto tempo.
Ormai lo conosco a memoria 
eppure ancora mi stupisce,
 ancora riesco a percepire nuove sfumature, 
diverse dinamiche.
Nei suoi brani trovo delicatezza, 
inquietudine, purezza cristallina.
Le note scorrono e diventano un tutt'uno 
con il rumore dell'asfalto.
È bellissimo sentire il susseguirsi delle note,
la gamma di colori
che produce l'uso di tutta la tastiera,
quasi come fosse una tavolozza:
E poi la dinamica, i cambi di ritmo, 
le sospensioni... 
Quelle note basse che rimangono sotto,
 a fare da tappeto e da preludio alla melodia successiva...
E tu sei li che l'aspetti e riparti con lei... 
E la tua mano ed il tuo cuore ripartono con lei...
come se la dirigessero...

Sono quasi arrivata... 
E metto l'ultimo brano in loop. 
Non riesco a smettere di ascoltarlo. 
È talmente delicato, 
e forte nello stesso tempo da non riuscire davvero a smettere.
 Lo sento in perfetta sintonia con me... 
Sarà la teoria dello specchio...
ogni cosa, ogni esperienza, 
ogni persona ci fa da specchio. 
Presumo quindi anche la Musica che ascoltiamo.
Penso che mi piace sentirmi così 
e che vorrei che anche gli altri mi percepissero in questo modo...
ma credo di dare tutt'altra sensazione. 
Ma forse sono io che non lascio trapelare questo mio aspetto.
Il brano si chiama Viaggio di notte.
L'ho scoperto in questo momento...
Che coincidenza.

Sono arrivata.
Adesso è il momento del silenzio.
Ora mi devo concentrare sugli altri.
Tornerò dalla Musica al mio rientro.

venerdì 19 settembre 2014

Voglio la luna

Ieri un gabbiano 
si è fermato davanti a me, 
fissandomi.
Mi sono avvicinata 
e lui per, tutta risposta,
mi ha fissata ancor più intensamente...
Fermi entrambi, 
per un secondo 
che è durato un'eternità.
E l'eternità è diventata notte... 
La Luna ha illuminato i miei pensieri 
e ha cominciato a parlarmi.
Immobile e silenziosa 
ho ascoltato il suo racconto. 
Mi ha mostrato un volto 
e un sorriso 
e due occhi in cui mi sono specchiata. 
E ho sentito un tocco leggero 
e delicato sul viso, 
come una carezza...
che con uguale tepore 
ha sfiorato la mia mano.
Ho provato a trattenerla... 
E per un attimo ci sono riuscita. 
Ho abbassato gli occhi
 per vedere la mano...
Ma quando ho alzato lo sguardo...
Il volto nn c'era più...
era tutto avvolto nella nebbia...
Ora provo a ricordare... 
Ma è tutto indistinto...
tranne il calore della carezza, 
impresso sulla mia pelle.
Voglio la Luna...

sabato 6 settembre 2014

Cacciapaglia

E ti ritrovi di nuovo chiusa in auto ad ascoltare musica. 
A riempire il vuoto con la musica. 
Con le note del pianoforte di Cacciapaglia, 
le frequenze degli archi... 
Che ti toccano nel profondo e muovono qualcosa... 
E scendono due lacrime infinite... 
Sembrano due sorgenti... 
Sgorgano copiose dagli occhi, sono pure.. 
Ma non sono fresche tutt'altro... 
Sono bollenti. 
Cariche di suono, di dolore, di speranza, di forza... 
Tutto quello che ho dentro sgorga assieme a quelle lacrime...
anche la musica...
Unica consolazione... 
E l'ascolto in auto perché lo spazio è piccolo, 
e si riempie prima... 
E il suono così ti avvolge, ti riempie, 
entra dentro le ossa, ti solleva, ti abbraccia e ti consola...
e arriva come sempre l'immagine di me 
che mi lascio cullare dal vento in un campo dorato...
molto romantica davvero...
provo un senso di leggerezza...
la musica e il vento sono affini...
anche il vento suona...
e dietro le note riesci a percepire il rumore dei tasti,
il piede che preme il pedale,
il respiro del pianista 
e sai che dentro tutto questo c'è una persona come te, 
e arrivi a credere che questa musica sia stata scritta per te.
Solo per te.

lunedì 28 luglio 2014

Shoot the moon...and the daffodils

Anche se conosco Norah Jones e 
ho inserito il suo brano " Don't know why " 
in repertorio da anni ormai,
non l'ho mai seguita, se non in maniera discontinua...
Poi è arrivato George...e mi ha suggerito di ascoltare 
"Shoot the moon"...
Un altro regalo...:-)
L'ho ascoltato, attentamente, l'ho assaporato, 
me lo sono proprio gustato 
e direi che me ne sono innamorata.
Lo inserirò in repertorio perché è nelle mie corde...
Lo sto ascoltando a sfinimento per impararlo il prima possibile.
L'arrangiamento è semplice, fatto di chitarra classica,
 semi acustica ed elettrica, batteria jazz.
Tutto qui. Essenziale. In un primo momento mi ha ricordato 
Tears in Heaven di Eric " Slowhand" Clapton...
Il giro di accordi iniziale coincide...
e anche il ritmo un po'...gattone...sensuale...e lo stile...morbido...
Il testo è coerente con la musica. 
Delicato, sa di luce soffusa, 
di rimpianto, di malinconia, ma c'è un sorriso,
 forse un po' amaro ma consapevole...
L'immagine che mi suscita è quella di una persona, 
di un uomo (beh sì io mi immagino un uomo!)
che fa i conti col suo passato, che lo rivede col senno di poi 
e capisce che lui e lei si sono semplicemente
 incontrati nel momento sbagliato....
Ma lo fa col sorriso...
All'inizio pensavo: 
non c'è speranza...non ne vuole più sapere...
Poi ho cambiato idea. 
Ma lui spera nel ritorno di una persona 
o semplicemente sa che deve andare avanti?
O forse non parla di una persona ma di un sogno...


The summer days are gone too soon You shoot the moon And miss completely And now you're left to face the gloom The empty room that once smelled sweetly Of all the flowers you plucked if only You knew the reason Why you had to each be lonely Was it just the season? 
Now the fall is here again You can't begin to give in Its all over 
When the snows come rolling through You're rolling too with some new lover Will you think of times you've told me That you knew the reason Why we had to each be lonely was it just the season 



Questa sera appena tornata da Verona,
ho sequestrato il mio socio
e ci siamo messi a registrare...
il risultato è questo
(George, questa è per te, grazie!)


Il primo pensiero che mi ha suscitato è stato un ricordo,
 perché ad un certo punto parla di fiori...
Mi è arrivato come un flash, 
l'immagine di un campo di fiori gialli...seguita dalla poesia...
Una poesia che mi porto dentro dal liceo,
 a cui non pensavo da una vita, 
ma che mi è subito risuonata nella mente e nel cuore.
Daffodils By William Wordsworth....
mi sembrava di camminare in questo immenso
 campo di giunchiglie che ondeggiava 
seguendo il ritmo imposto dalla brezza...
riuscivo a distinguere il campo dal lago 
solo grazie ai colori e alle sfumature...
ma era un tutt'uno...un quadro di Monet...
stesso movimento che ti trasporta e ti accompagna,
 stesso suono, colori e profumi diversi 
che vengono portati dal vento e ti entrano,
 e ti appartengono...o forse sei tu che appartieni a loro
...anche se solo per un attimo...


sabato 26 luglio 2014

Le parole

George ieri mi ha portato un dono.
I colori dell'anima.
Le parole sono i colori dell' anima, mi ha detto.
Una frase così semplice, detta anche in un contesto decisamente leggero
...ma che racchiude in se mille sfumature,
 mille significati...una complessità bellissima...
Mi verrebbe da citare il" disarmonico caos di forme belle" di Shakespeare.
I colori dell'anima...di chi le scrive?
di chi le legge? Di chi le ascolta?
di chi le mette in musica e le fa suonare e risuonare?
Perché le parole sono anche suono...
io le ho sempre considerate tali...
hanno un ritmo, una melodia, un timbro, un'intonazione...
Non mi sono mai fermata al loro significato semantico, 
che pure è importante...anche la scelta di una parola 
piuttosto che un'altra per esprimere un concetto, 
la dice lunga sulla persona che la sta usando...
ed esprime sicuramente un aspetto della sua essenza...
e anche chi ascolta, riceve la parte di anima che più gli si avvicina...
perché siamo specchi. 
E quindi, anche chi riceve esprime la sua essenza.
Ma la stessa parola, sussurrata, urlata o non detta...
beh racconta molto di più dell'anima di chi la usa e di chi l'ascolta.
Penso sempre a una lettura, una poesia o a una canzone.
Chi scrive naturalmente mette una parte di se in quello che crea.
 Si mette a nudo. 
Quindi la sua anima è già presente. 
Anche se il testo rimanesse chiuso in un cassetto e non vedesse mai la luce,
 esiste comunque. 
Ma nel momento in cui qualcuno lo legge, 
sta a chi legge e a chi ascolta svelare e capire questa nudità...
Troppe volte ho sentito leggere poesie, 
ma anche "semplici" letture da persone 
che non avevano il minimo rispetto per le parole, 
per la loro essenza, il loro ritmo, la cadenza...usando la giusta intensità, 
il giusto ritmo, le parole diventano melodia,
 prendono corpo, ti colpiscono,ti scalfiscono,
 ti accarezzano, ti entrano dentro e a volte non escono più.
 Rimangono lì e diventano parte di te.
Per chi fa musica come me, 
le parole diventano ancora più importanti.
 Perché fanno parte di un'armonia più complessa. 
Si devono sovrapporre e adattare alla musica, al brano,
 che è già costruito da una combinazione di note.
 E quando una canzone è riuscita bene è perché 
le parole diventano un tutt'uno con la musica stessa. 
Diventano esattamente come il resto delle linee melodiche
 che ne compongono l'armonia e l'arricchiscono, 
aggiungendo un significato o meglio una spiegazione della musica.
 Perché le parole di una canzone perfetta, secondo me,
 dovrebbero esprimere ciò che già la musica esprime da sola.
Al massimo possono aggiungere delle immagini, una storia...
ma il significato profondo, l'essenza, quella non si cambia.
E anche in questo caso è l'anima che entra in gioco e si esprime.
L'anima di chi scrive, l'anima di chi compone, 
l'anima di chi canta e interpreta la canzone e la fa sua, 
l'anima di chi ascolta e si lascia colpire 
e si fa specchio di ciò che ha davanti.
Forse George intendeva dire che le parole sono,
per uno scrittore, come i colori per un pittore o le note per un musicista...
anche questo è vero...
In ogni caso, che si tratti di colori o suoni...le parole...
le anime le fanno incontrare.
Grazie George, per aver condiviso un po' della tua anima...

giovedì 3 aprile 2014

La fiera del libro

Anche quest'anno appuntamento a Bologna 
per la Fiera del libro per ragazzi.
Sveglia alle 6.30 del mattino per essere 
a Bologna per l'apertura della fiera.
Avevo già provveduto ai biglietti tramite registrazione online,
 in modo da non perdere tempo a fare la fila.
Abbiamo beccato anche la cerimonia d'apertura. 
Siamo andati con la squadra al completo.
 Oltre a noi due soci, Riccardo ed io,
 ci hanno accompagnato anche i nostri collaboratori
 Laura e Giorgio.


Laura, dopo mesi di oscuro lavoro 
di selezione di nuovi possibili clienti,
 ove ha individuato i referenti del nostro settore
 ( non tutte le case editrici fanno prodotti audio) 
ha finalmente toccato con mano l'ambiente in cui ci muoviamo.
E Giorgio, brillante commerciale, 
ci ha aiutato a presentare al meglio il lavoro del nostro studio.
Fino a qualche anno fa esisteva il Docet
fiera specifica per l'editoria scolastica,
A cui noi come studio avevamo anche partecipato
 con uno stand molto creativo,
 per mostrare il nostro lavoro ai partecipanti,
 editori, autori, illustratori, insegnanti...
tutti coloro che potevano essere interessati all'argomento "scuola".
Poi il Docet è stato accorpato alla fiera del libro.
La fiera è un luogo strano. 
Un punto d'incontro, un'agorà, uno spazio creativo,
 un momento di condivisione, 
una conferma e insieme una scoperta.
Trovi i tuoi collaboratori storici 
e scopri che il 70% dei libri esposti nel loro stand l'hai fatto tu,
 ricevi la conferma che anche quest'anno 
sei precettato per una serie di libri in cinque lingue
 e poi giri l'angolo e trovi uno stand 
che produce biglietti d'auguri tridimensionali, 
tipo pop-up e lampade di carta a tema.
Affascinante.
Oppure trovi una casa editrice di Verona
 (come me) che fa un libro su Rossini, (uno dei pochi pesaresi famosi)..
e nascono nuovi incontri professionali.
E il mondo diventa piccolo piccolo. 
Piccolo ma stimolante, in fermento. 
Quest'anno Bologna era il Brasile, 
dato il gemellaggio "letterario" con la nazione carioca.
Un musicista cantava "Ci vuole un fiore" in portoghese,
 risvegliando i miei ricordi di quando ero bambina...
Più piccolo di così, il mondo!e dal Brasile 
in un nano secondo si arrivava in Giappone,
 immergendosi nelle illustrazioni di Satoe Tone.
Come si fa a rendere visibile un coniglio bianco 
su una distesa di neve?
incredibile le ci è riuscita!...
poetico e molto zen non c'è che dire...
Ho avuto la netta sensazione che più che gli editori
 fossero gli illustratori e gli autori ad essere i veri protagonisti.



Come sempre all'ingresso, interi pannelli rivestiti di disegni,
 illustrazioni, biglietti da visita di giovani illustratori
 alla ricerca di un ingaggio, e tanti, tanti ragazzi muniti di cartelle 
che giravano per gli stand per mostrare i loro lavori...
alcuni con un'aria sperduta (molto tenera a dire il vero):
"Oddio dove sono capitato?! Chissà se mi daranno ascolto,
se il mio lavoro piacerà a qualcuno..."
Autori che autografavano le loro pubblicazioni 
e che prendevano contatti per nuove collaborazioni.
La fiera serve soprattutto a questo. 
Al di la della mail, della telefonata, 
il contatto diretto è sempre il più importante. 
E infatti anche noi abbiamo partecipato anche per questo.
Girando per gli stand con la nostra brochure e il nostro demo,
 ci siamo presentati ai nostri futuri
( incrociamo le dita) clienti e collaboratori.
Abbiamo finalmente conosciuto due autrici 
con cui abbiamo di recente iniziato una collaborazione,
Rosalba Troiano e Manuela Monari. 
Incontri stimolanti e produttivi, forieri di nuovi progetti.
E poi oltre all'andamento del mercato editoriale,
 abbiamo capito la direzione in cui muoverci come studio...
editoria scolastica per cominciare 
ma tanto spazio anche alla parascolastica
 e a tutto ciò che riguarda l'audio 
come supporto o sostituzione del cartaceo.
 E poi non solo realizzatori per conto terzi 
ma anche e sempre di più autori...
Il cervello non si ferma più tante sono le idee 
e le esigenze nate da questa due giorni...
Ci vediamo l'anno prossimo, 
con qualche sorpresa :-)

lunedì 3 febbraio 2014

Passi avanti...

4 dicembre.
 Data storica...per me almeno.
Segna una tappa fondamentale nel mio percorso professionale.
Il viaggio verso Roma è lungo, da Pesaro.
In auto, sembra nn finire mai.
Abbiamo deciso, Rik ed io, di passare per L'Aquila,
 e tra una cosa e l'altra ci abbiamo impiegato circa 5 ore...
I giorni precedenti abbiamo preparato tutto il materiale...
Per ogni brano il bollettino compilato in ogni sua parte 
con tanto di percentuali per suddividere i futuri 
( speriamo prossimi e cospicui) proventi, 
con le prime otto battute del ritornello manoscritto, 
e allegato il testo e lo spartito completo.
I documenti per l'estensione di tutela alla sezione DOR per Rik, 
con tanto di copione per la parte recitativa, 
e per l'iscrizione alla sezione MUSICA, per me.
E poi ho caricato nel fido iPad tutto il materiale audio e video del progetto,
 per mostrarlo ad un professionista dello spettacolo, per avere un suo parere.
 Controllato allo spasimo di avere tutto l'occorrente, 
ben suddiviso in cartelle per trovarlo in tempi brevissimi 
( mi sono sorpresa di tanto ordine e metodo....!) 
e che tutto funzionasse alla perfezione...
finalmente si parte alla volta di ROMA!!
Abbiamo prenotato un albergo in zona Eur, 
per essere vicini alla SIAE e raggiungerla abbastanza comodamente. 
Al mattino 8.30 in punto partiamo...ho sempre pensato che l'Eur 
fosse un quartiere dormitorio e invece mi sbagliavo...c'è molto verde... 
E naturalmente anche qui le "rovine" si sprecano....
solo per citarne una: l'Appia antica...
strada consolare costeggiata da pini marittimi...
chissà se sono quelli ad aver ispirato i "Pini di Roma" di Respighi...che meraviglia!!!
 E fortunatamente era anche una splendida giornata di sole...
Dopo questa piccola divagazione, finalmente immersi nel traffico frenetico
 che mi dicono non sia niente in confronto a quello di Napoli (AIUTO!!!)
 arriviamo in Viale della Letteratura e,
 dopo solo 4 giri  attorno alla struttura della SIAE,
 riusciamo a trovare parcheggio proprio davanti all'ingresso!!!!
Marvellous!


E così entriamo nel palazzo...
Ci avviciniamo alla reception ( si dice così?) 
dove ci vengono rilasciati i lasciapassare...


e ci indicano la stanza dove portare i bollettini e registrare le canzoni...
secondo piano, stanza 212.


ENTRARE SENZA BUSSARE, 
sta scritto sulla porta di legno e vetro.
E quindi seguiamo l'invito...:-)

 

Una stanza con un grande banco di legno 
e delle persone che lavorano dietro questo bancone....
se non fosse per gli archivi e gli schedari 
poteva sembrare il bancone di una pasticceria/bar anni '70... 
Tipo quelle con le pareti a specchio 
 completamente ricoperte di bottiglie di amari, whiskey eccetera.
E il resto tutto di legno. Bello. Elegante e pulito. 
Comunque, abbiamo consegnato i bollettini con il materiale 
e la signora che si è occupata della nostra pratica 
ci ha subito consegnato le ricevute.
E siccome sui bollettini al posto del numero 
io avevo scritto la dicitura "iscrivendo",
 ci ha mandati subito all'ufficio preposto per l'iscrizione degli autori...
primo piano stanza 186.
Un signore gentile ( e moooolto tranquillo:-)) 
ci accoglie e raccoglie tutti i documenti, 
mi aiuta a compilare delle parti che erano rimaste vuote 
e finalmente mi assegna il numero!!!
Sono ufficialmente autrice e compositrice! :-D
Si potrà dire? Ma sì! 224601
e...notare la parte in rosso:
per gli amanti dei Musical, 
e di un musical in particolare
è un numero importantissimo!!!
il numero di Jean Valjan dei MISERABILI!!!!!
Sarà un segno del destino? 
(Beh, dato che sto lavorando a un musical!!!)
E non è finita!!
Seguono altri giri e colloqui per uffici
(torniamo per ben tre volte nella stanza 186 dal signore tranquillo)
e dopo compilazioni di moduli con diciture prestabilite
e formule "segrete"...ci ritroviamo entrambi iscritti anche alla sezione DOR
per le opere letterarie, depositando la prima delle nostre fiabe
completamente riscritte in forma di musical.
E' FATTA!!!
STIAMO ARRIVANDO!!!