Per quelli come me cantare o suonare uno strumento,
comporre, scrivere, dipingere
è una necessità, un bisogno,
come lo è il mangiare per nutrire il proprio corpo.
Si tratta di nutrire la propria anima,
esprimere se stessi nella propria essenza.
Solo chi lo vive lo può capire.
Ci sono dei momenti in cui, se nn lo fai,
è come se ti mancasse l'ossigeno.
Entri in un processo creativo,
che comincia molto spesso quando meno te lo aspetti
(a me capita spesso di notte).
Oppure mentre stai studiando e
dedicando del tempo alla tua passione,
che è la tua vita:
improvvisamente perdi la cognizione del tempo,
le idee si sommano, si accavallano e tu sei li che devi,
DEVI realizzarle x paura di perderle...
perché perderesti una parte di te.
E ti dimentichi di mangiare, di dormire...
tutto il resto perde di significato...
Ma tutto questo è molto spesso inconciliabile
con i ritmi codificati della vita normale,
fatta di appuntamenti, orari stabiliti, telefoni che squillano,
scadenze da rispettare, bollette da pagare.
Qualcuno di noi riesce per un po' ad adeguarsi alla "normalità",
ma prima o poi la sua essenza esce prepotentemente.
La societa odierna non tiene conto dei bisogni dell'anima
ma solo di quelli fisici e non pensa che molto spesso
sono bisogni legati tra di loro indissolubilmente.
Le persone che vivono solo in base a questi ritmi
non capiscono questo processo creativo,
e, non solo non lo vivono in prima persona,
ma lo interrompono continuamente,
a volte lo sminuiscono o lo deridono,
proprio perché loro non ce l'hanno
e quindi nn lo capiscono e non lo rispettano.
Si nascondono dietro frasi tipo:
"E' lunatico! E' strano! E' un artista!"
( che così acquisisce il significato di perditempo ).
Non è cattiveria...è che non ci arrivano.
E noi qui instancabilmente e faticosamente
a tenere viva la nostra luce,
a ritagliarci uno spazio che gli altri,
comuni mortali, non ci danno.
Tipico esempio di quanto spesso accade
a chi vive di musica e più in generale di arte:
"che mestiere fai? sono musicista/pittore/scrittore!
Sì beh! ma di lavoro vero cosa fai?"
Non lo capirete mai. Non ce l'avete nel sangue.
Poveri voi.