lunedì 29 settembre 2014

In viaggio

Parto. 
Sabato mattina, presto.
Devo arrivare a Verona per il matrimonio di mia cugina.
Sosta x fare il pieno di gasolio e di caffè.
E poi autostrada. 
Come sempre la musica fa da sottofondo.
Ho scelto MJ, Thriller, come parte della colonna sonora.
Il viaggio mi rilassa.
No, in realtà mi stimola. 
Quando viaggio le sensazioni e le intuizioni si amplificano.
Spesso arrivano le soluzioni dei problemi, 
o nuove idee... 
Sarà perché sono da sola, 
concentrata e centrata nel presente.
Osservo il paesaggio che arriva verso di me 
e poi scorre al mio fianco, per poi scomparire.
In effetti è così: 
in qul momento è come se tutto mi arrivasse addosso.
 Non sono io che "vado verso". 
Io sono ferma. 
In attesa. 
Pronta ad accogliere. 
Certo è un'attesa vigile ed attiva. 
Divento ricettiva.
E così osservo i colori 
e le forme che cambiano rispetto alla luce 
o che sono mutati rispetto al viaggio precedente...
un'altra stagione, un'altro giorno, un'altra ora.
E quando ritrovo quell'albero enorme 
a ridosso del cavalcavia,
 all'altezza di Cesena, lo saluto:
" ciao amico, ben trovato..." 
mi sento rassicurata...
Oppure sorpresa, se trovo una casa diversa 
o un campo coltivato o fiorito... 
Nuovi colori, nuove forme... 
Che entrano a far parte di me.
Mi diverto ad osservare i filari, le pianure, 
i casolari, il cielo e le sue nuvole, il sole e la luna...
 Tutti questi pensieri si accavallano quando guido 
e sono sola, con l'auto riempita dalla musica...
Mi fermo in un autogrill, 
café café café!!
Appena entrata mi travolge un ricordo.
Mi sono fermata qui solo un'altra volta. 
Allora non ero sola. 
Mi accompagnava, anche se non fisicamente, 
una persona speciale. 
Ho ritrovato il punto esatto in cui,
 quel giorno, è partito un brano di Vasco Rossi,
 Senorita, che l'ha portato li da me.
Sorrido.
E vado a prendere il caffè...
Torno in auto e cambio cd.
Di solito mi piace cantare. 
Ma stavolta ho bisogno 
di immergermi nella musica. 
Di ascoltare e lasciarmi trasportare. 
E naturalmente scelgo Cacciapaglia. 
Quarto tempo.
Ormai lo conosco a memoria 
eppure ancora mi stupisce,
 ancora riesco a percepire nuove sfumature, 
diverse dinamiche.
Nei suoi brani trovo delicatezza, 
inquietudine, purezza cristallina.
Le note scorrono e diventano un tutt'uno 
con il rumore dell'asfalto.
È bellissimo sentire il susseguirsi delle note,
la gamma di colori
che produce l'uso di tutta la tastiera,
quasi come fosse una tavolozza:
E poi la dinamica, i cambi di ritmo, 
le sospensioni... 
Quelle note basse che rimangono sotto,
 a fare da tappeto e da preludio alla melodia successiva...
E tu sei li che l'aspetti e riparti con lei... 
E la tua mano ed il tuo cuore ripartono con lei...
come se la dirigessero...

Sono quasi arrivata... 
E metto l'ultimo brano in loop. 
Non riesco a smettere di ascoltarlo. 
È talmente delicato, 
e forte nello stesso tempo da non riuscire davvero a smettere.
 Lo sento in perfetta sintonia con me... 
Sarà la teoria dello specchio...
ogni cosa, ogni esperienza, 
ogni persona ci fa da specchio. 
Presumo quindi anche la Musica che ascoltiamo.
Penso che mi piace sentirmi così 
e che vorrei che anche gli altri mi percepissero in questo modo...
ma credo di dare tutt'altra sensazione. 
Ma forse sono io che non lascio trapelare questo mio aspetto.
Il brano si chiama Viaggio di notte.
L'ho scoperto in questo momento...
Che coincidenza.

Sono arrivata.
Adesso è il momento del silenzio.
Ora mi devo concentrare sugli altri.
Tornerò dalla Musica al mio rientro.

5 commenti:

  1. Tu muovi le cose.
    Non un gesto , movimento o contrazione muscolare.
    Abiti l'aria delle piccole cose...vibrazioni impercettibili.
    E le muovi.
    Attenta a non sciupare , attenta a non vìolare le armonie trasparenti del mondo del quale ti nutri. E' li che ci siamo incontrati.
    Captati.
    Ti leggo. Ti sento qui intorno.
    Sono felice che tu ci sia. Tutto qui.
    Non sei sola , continua serena il tuo viaggio.
    Non c'è un buio possibile ,
    per la luce che hai dentro.
    George.
    Per te un suono (Berlin Song - Ludovico Einaudi) ed un abbraccio di parole.
    "FONDALI"
    Curvo sul cammino
    Due dimensioni venute al mondo il tuo stesso giorno
    Una…
    che è petto quando è sole
    e spalle quando cadi
    L’altra…
    un battito appeso al calendario
    Colpiti , sfiorati , trapassati
    da giorni, corpi e cose inerti.
    Tutto senza un segno.
    Tutto senza un apparente bisogno.
    E poi arrivi tu.
    Segnalata dai radar
    rimani in qualche modo sui tracciati.
    Una mattina ,
    un risveglio come tanti
    un segno allo specchio incolla gli occhi al mio riflesso
    Che cosa è stato ?
    Lo so.
    Come hai potuto ?
    Lo so.
    Non tutto scorre.
    Sei una pietra inabissata nei miei fondali.
    Malgrado le correnti
    resti
    e sembri , solo sembri
    inanimata.

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  2. "Non c'è buio possibile, per la luce che hai dentro"...
    George...che meravigliosa sorpresa! Ti ringrazio infinitamente per il tuo sostegno, per il tuo ascolto attento, per la tua presenza. Un dono, speciale come il tuo abbraccio di parole...grazie...
    Spero davvero di leggerti presto.

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  3. Ciao.
    "Gypsy". Susan Vega
    Un abbraccio.
    George

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