lunedì 28 luglio 2014

Shoot the moon...and the daffodils

Anche se conosco Norah Jones e 
ho inserito il suo brano " Don't know why " 
in repertorio da anni ormai,
non l'ho mai seguita, se non in maniera discontinua...
Poi è arrivato George...e mi ha suggerito di ascoltare 
"Shoot the moon"...
Un altro regalo...:-)
L'ho ascoltato, attentamente, l'ho assaporato, 
me lo sono proprio gustato 
e direi che me ne sono innamorata.
Lo inserirò in repertorio perché è nelle mie corde...
Lo sto ascoltando a sfinimento per impararlo il prima possibile.
L'arrangiamento è semplice, fatto di chitarra classica,
 semi acustica ed elettrica, batteria jazz.
Tutto qui. Essenziale. In un primo momento mi ha ricordato 
Tears in Heaven di Eric " Slowhand" Clapton...
Il giro di accordi iniziale coincide...
e anche il ritmo un po'...gattone...sensuale...e lo stile...morbido...
Il testo è coerente con la musica. 
Delicato, sa di luce soffusa, 
di rimpianto, di malinconia, ma c'è un sorriso,
 forse un po' amaro ma consapevole...
L'immagine che mi suscita è quella di una persona, 
di un uomo (beh sì io mi immagino un uomo!)
che fa i conti col suo passato, che lo rivede col senno di poi 
e capisce che lui e lei si sono semplicemente
 incontrati nel momento sbagliato....
Ma lo fa col sorriso...
All'inizio pensavo: 
non c'è speranza...non ne vuole più sapere...
Poi ho cambiato idea. 
Ma lui spera nel ritorno di una persona 
o semplicemente sa che deve andare avanti?
O forse non parla di una persona ma di un sogno...


The summer days are gone too soon You shoot the moon And miss completely And now you're left to face the gloom The empty room that once smelled sweetly Of all the flowers you plucked if only You knew the reason Why you had to each be lonely Was it just the season? 
Now the fall is here again You can't begin to give in Its all over 
When the snows come rolling through You're rolling too with some new lover Will you think of times you've told me That you knew the reason Why we had to each be lonely was it just the season 



Questa sera appena tornata da Verona,
ho sequestrato il mio socio
e ci siamo messi a registrare...
il risultato è questo
(George, questa è per te, grazie!)


Il primo pensiero che mi ha suscitato è stato un ricordo,
 perché ad un certo punto parla di fiori...
Mi è arrivato come un flash, 
l'immagine di un campo di fiori gialli...seguita dalla poesia...
Una poesia che mi porto dentro dal liceo,
 a cui non pensavo da una vita, 
ma che mi è subito risuonata nella mente e nel cuore.
Daffodils By William Wordsworth....
mi sembrava di camminare in questo immenso
 campo di giunchiglie che ondeggiava 
seguendo il ritmo imposto dalla brezza...
riuscivo a distinguere il campo dal lago 
solo grazie ai colori e alle sfumature...
ma era un tutt'uno...un quadro di Monet...
stesso movimento che ti trasporta e ti accompagna,
 stesso suono, colori e profumi diversi 
che vengono portati dal vento e ti entrano,
 e ti appartengono...o forse sei tu che appartieni a loro
...anche se solo per un attimo...


sabato 26 luglio 2014

Le parole

George ieri mi ha portato un dono.
I colori dell'anima.
Le parole sono i colori dell' anima, mi ha detto.
Una frase così semplice, detta anche in un contesto decisamente leggero
...ma che racchiude in se mille sfumature,
 mille significati...una complessità bellissima...
Mi verrebbe da citare il" disarmonico caos di forme belle" di Shakespeare.
I colori dell'anima...di chi le scrive?
di chi le legge? Di chi le ascolta?
di chi le mette in musica e le fa suonare e risuonare?
Perché le parole sono anche suono...
io le ho sempre considerate tali...
hanno un ritmo, una melodia, un timbro, un'intonazione...
Non mi sono mai fermata al loro significato semantico, 
che pure è importante...anche la scelta di una parola 
piuttosto che un'altra per esprimere un concetto, 
la dice lunga sulla persona che la sta usando...
ed esprime sicuramente un aspetto della sua essenza...
e anche chi ascolta, riceve la parte di anima che più gli si avvicina...
perché siamo specchi. 
E quindi, anche chi riceve esprime la sua essenza.
Ma la stessa parola, sussurrata, urlata o non detta...
beh racconta molto di più dell'anima di chi la usa e di chi l'ascolta.
Penso sempre a una lettura, una poesia o a una canzone.
Chi scrive naturalmente mette una parte di se in quello che crea.
 Si mette a nudo. 
Quindi la sua anima è già presente. 
Anche se il testo rimanesse chiuso in un cassetto e non vedesse mai la luce,
 esiste comunque. 
Ma nel momento in cui qualcuno lo legge, 
sta a chi legge e a chi ascolta svelare e capire questa nudità...
Troppe volte ho sentito leggere poesie, 
ma anche "semplici" letture da persone 
che non avevano il minimo rispetto per le parole, 
per la loro essenza, il loro ritmo, la cadenza...usando la giusta intensità, 
il giusto ritmo, le parole diventano melodia,
 prendono corpo, ti colpiscono,ti scalfiscono,
 ti accarezzano, ti entrano dentro e a volte non escono più.
 Rimangono lì e diventano parte di te.
Per chi fa musica come me, 
le parole diventano ancora più importanti.
 Perché fanno parte di un'armonia più complessa. 
Si devono sovrapporre e adattare alla musica, al brano,
 che è già costruito da una combinazione di note.
 E quando una canzone è riuscita bene è perché 
le parole diventano un tutt'uno con la musica stessa. 
Diventano esattamente come il resto delle linee melodiche
 che ne compongono l'armonia e l'arricchiscono, 
aggiungendo un significato o meglio una spiegazione della musica.
 Perché le parole di una canzone perfetta, secondo me,
 dovrebbero esprimere ciò che già la musica esprime da sola.
Al massimo possono aggiungere delle immagini, una storia...
ma il significato profondo, l'essenza, quella non si cambia.
E anche in questo caso è l'anima che entra in gioco e si esprime.
L'anima di chi scrive, l'anima di chi compone, 
l'anima di chi canta e interpreta la canzone e la fa sua, 
l'anima di chi ascolta e si lascia colpire 
e si fa specchio di ciò che ha davanti.
Forse George intendeva dire che le parole sono,
per uno scrittore, come i colori per un pittore o le note per un musicista...
anche questo è vero...
In ogni caso, che si tratti di colori o suoni...le parole...
le anime le fanno incontrare.
Grazie George, per aver condiviso un po' della tua anima...