sabato 26 luglio 2014

Le parole

George ieri mi ha portato un dono.
I colori dell'anima.
Le parole sono i colori dell' anima, mi ha detto.
Una frase così semplice, detta anche in un contesto decisamente leggero
...ma che racchiude in se mille sfumature,
 mille significati...una complessità bellissima...
Mi verrebbe da citare il" disarmonico caos di forme belle" di Shakespeare.
I colori dell'anima...di chi le scrive?
di chi le legge? Di chi le ascolta?
di chi le mette in musica e le fa suonare e risuonare?
Perché le parole sono anche suono...
io le ho sempre considerate tali...
hanno un ritmo, una melodia, un timbro, un'intonazione...
Non mi sono mai fermata al loro significato semantico, 
che pure è importante...anche la scelta di una parola 
piuttosto che un'altra per esprimere un concetto, 
la dice lunga sulla persona che la sta usando...
ed esprime sicuramente un aspetto della sua essenza...
e anche chi ascolta, riceve la parte di anima che più gli si avvicina...
perché siamo specchi. 
E quindi, anche chi riceve esprime la sua essenza.
Ma la stessa parola, sussurrata, urlata o non detta...
beh racconta molto di più dell'anima di chi la usa e di chi l'ascolta.
Penso sempre a una lettura, una poesia o a una canzone.
Chi scrive naturalmente mette una parte di se in quello che crea.
 Si mette a nudo. 
Quindi la sua anima è già presente. 
Anche se il testo rimanesse chiuso in un cassetto e non vedesse mai la luce,
 esiste comunque. 
Ma nel momento in cui qualcuno lo legge, 
sta a chi legge e a chi ascolta svelare e capire questa nudità...
Troppe volte ho sentito leggere poesie, 
ma anche "semplici" letture da persone 
che non avevano il minimo rispetto per le parole, 
per la loro essenza, il loro ritmo, la cadenza...usando la giusta intensità, 
il giusto ritmo, le parole diventano melodia,
 prendono corpo, ti colpiscono,ti scalfiscono,
 ti accarezzano, ti entrano dentro e a volte non escono più.
 Rimangono lì e diventano parte di te.
Per chi fa musica come me, 
le parole diventano ancora più importanti.
 Perché fanno parte di un'armonia più complessa. 
Si devono sovrapporre e adattare alla musica, al brano,
 che è già costruito da una combinazione di note.
 E quando una canzone è riuscita bene è perché 
le parole diventano un tutt'uno con la musica stessa. 
Diventano esattamente come il resto delle linee melodiche
 che ne compongono l'armonia e l'arricchiscono, 
aggiungendo un significato o meglio una spiegazione della musica.
 Perché le parole di una canzone perfetta, secondo me,
 dovrebbero esprimere ciò che già la musica esprime da sola.
Al massimo possono aggiungere delle immagini, una storia...
ma il significato profondo, l'essenza, quella non si cambia.
E anche in questo caso è l'anima che entra in gioco e si esprime.
L'anima di chi scrive, l'anima di chi compone, 
l'anima di chi canta e interpreta la canzone e la fa sua, 
l'anima di chi ascolta e si lascia colpire 
e si fa specchio di ciò che ha davanti.
Forse George intendeva dire che le parole sono,
per uno scrittore, come i colori per un pittore o le note per un musicista...
anche questo è vero...
In ogni caso, che si tratti di colori o suoni...le parole...
le anime le fanno incontrare.
Grazie George, per aver condiviso un po' della tua anima...

giovedì 3 aprile 2014

La fiera del libro

Anche quest'anno appuntamento a Bologna 
per la Fiera del libro per ragazzi.
Sveglia alle 6.30 del mattino per essere 
a Bologna per l'apertura della fiera.
Avevo già provveduto ai biglietti tramite registrazione online,
 in modo da non perdere tempo a fare la fila.
Abbiamo beccato anche la cerimonia d'apertura. 
Siamo andati con la squadra al completo.
 Oltre a noi due soci, Riccardo ed io,
 ci hanno accompagnato anche i nostri collaboratori
 Laura e Giorgio.


Laura, dopo mesi di oscuro lavoro 
di selezione di nuovi possibili clienti,
 ove ha individuato i referenti del nostro settore
 ( non tutte le case editrici fanno prodotti audio) 
ha finalmente toccato con mano l'ambiente in cui ci muoviamo.
E Giorgio, brillante commerciale, 
ci ha aiutato a presentare al meglio il lavoro del nostro studio.
Fino a qualche anno fa esisteva il Docet
fiera specifica per l'editoria scolastica,
A cui noi come studio avevamo anche partecipato
 con uno stand molto creativo,
 per mostrare il nostro lavoro ai partecipanti,
 editori, autori, illustratori, insegnanti...
tutti coloro che potevano essere interessati all'argomento "scuola".
Poi il Docet è stato accorpato alla fiera del libro.
La fiera è un luogo strano. 
Un punto d'incontro, un'agorà, uno spazio creativo,
 un momento di condivisione, 
una conferma e insieme una scoperta.
Trovi i tuoi collaboratori storici 
e scopri che il 70% dei libri esposti nel loro stand l'hai fatto tu,
 ricevi la conferma che anche quest'anno 
sei precettato per una serie di libri in cinque lingue
 e poi giri l'angolo e trovi uno stand 
che produce biglietti d'auguri tridimensionali, 
tipo pop-up e lampade di carta a tema.
Affascinante.
Oppure trovi una casa editrice di Verona
 (come me) che fa un libro su Rossini, (uno dei pochi pesaresi famosi)..
e nascono nuovi incontri professionali.
E il mondo diventa piccolo piccolo. 
Piccolo ma stimolante, in fermento. 
Quest'anno Bologna era il Brasile, 
dato il gemellaggio "letterario" con la nazione carioca.
Un musicista cantava "Ci vuole un fiore" in portoghese,
 risvegliando i miei ricordi di quando ero bambina...
Più piccolo di così, il mondo!e dal Brasile 
in un nano secondo si arrivava in Giappone,
 immergendosi nelle illustrazioni di Satoe Tone.
Come si fa a rendere visibile un coniglio bianco 
su una distesa di neve?
incredibile le ci è riuscita!...
poetico e molto zen non c'è che dire...
Ho avuto la netta sensazione che più che gli editori
 fossero gli illustratori e gli autori ad essere i veri protagonisti.



Come sempre all'ingresso, interi pannelli rivestiti di disegni,
 illustrazioni, biglietti da visita di giovani illustratori
 alla ricerca di un ingaggio, e tanti, tanti ragazzi muniti di cartelle 
che giravano per gli stand per mostrare i loro lavori...
alcuni con un'aria sperduta (molto tenera a dire il vero):
"Oddio dove sono capitato?! Chissà se mi daranno ascolto,
se il mio lavoro piacerà a qualcuno..."
Autori che autografavano le loro pubblicazioni 
e che prendevano contatti per nuove collaborazioni.
La fiera serve soprattutto a questo. 
Al di la della mail, della telefonata, 
il contatto diretto è sempre il più importante. 
E infatti anche noi abbiamo partecipato anche per questo.
Girando per gli stand con la nostra brochure e il nostro demo,
 ci siamo presentati ai nostri futuri
( incrociamo le dita) clienti e collaboratori.
Abbiamo finalmente conosciuto due autrici 
con cui abbiamo di recente iniziato una collaborazione,
Rosalba Troiano e Manuela Monari. 
Incontri stimolanti e produttivi, forieri di nuovi progetti.
E poi oltre all'andamento del mercato editoriale,
 abbiamo capito la direzione in cui muoverci come studio...
editoria scolastica per cominciare 
ma tanto spazio anche alla parascolastica
 e a tutto ciò che riguarda l'audio 
come supporto o sostituzione del cartaceo.
 E poi non solo realizzatori per conto terzi 
ma anche e sempre di più autori...
Il cervello non si ferma più tante sono le idee 
e le esigenze nate da questa due giorni...
Ci vediamo l'anno prossimo, 
con qualche sorpresa :-)

lunedì 3 febbraio 2014

Passi avanti...

4 dicembre.
 Data storica...per me almeno.
Segna una tappa fondamentale nel mio percorso professionale.
Il viaggio verso Roma è lungo, da Pesaro.
In auto, sembra nn finire mai.
Abbiamo deciso, Rik ed io, di passare per L'Aquila,
 e tra una cosa e l'altra ci abbiamo impiegato circa 5 ore...
I giorni precedenti abbiamo preparato tutto il materiale...
Per ogni brano il bollettino compilato in ogni sua parte 
con tanto di percentuali per suddividere i futuri 
( speriamo prossimi e cospicui) proventi, 
con le prime otto battute del ritornello manoscritto, 
e allegato il testo e lo spartito completo.
I documenti per l'estensione di tutela alla sezione DOR per Rik, 
con tanto di copione per la parte recitativa, 
e per l'iscrizione alla sezione MUSICA, per me.
E poi ho caricato nel fido iPad tutto il materiale audio e video del progetto,
 per mostrarlo ad un professionista dello spettacolo, per avere un suo parere.
 Controllato allo spasimo di avere tutto l'occorrente, 
ben suddiviso in cartelle per trovarlo in tempi brevissimi 
( mi sono sorpresa di tanto ordine e metodo....!) 
e che tutto funzionasse alla perfezione...
finalmente si parte alla volta di ROMA!!
Abbiamo prenotato un albergo in zona Eur, 
per essere vicini alla SIAE e raggiungerla abbastanza comodamente. 
Al mattino 8.30 in punto partiamo...ho sempre pensato che l'Eur 
fosse un quartiere dormitorio e invece mi sbagliavo...c'è molto verde... 
E naturalmente anche qui le "rovine" si sprecano....
solo per citarne una: l'Appia antica...
strada consolare costeggiata da pini marittimi...
chissà se sono quelli ad aver ispirato i "Pini di Roma" di Respighi...che meraviglia!!!
 E fortunatamente era anche una splendida giornata di sole...
Dopo questa piccola divagazione, finalmente immersi nel traffico frenetico
 che mi dicono non sia niente in confronto a quello di Napoli (AIUTO!!!)
 arriviamo in Viale della Letteratura e,
 dopo solo 4 giri  attorno alla struttura della SIAE,
 riusciamo a trovare parcheggio proprio davanti all'ingresso!!!!
Marvellous!


E così entriamo nel palazzo...
Ci avviciniamo alla reception ( si dice così?) 
dove ci vengono rilasciati i lasciapassare...


e ci indicano la stanza dove portare i bollettini e registrare le canzoni...
secondo piano, stanza 212.


ENTRARE SENZA BUSSARE, 
sta scritto sulla porta di legno e vetro.
E quindi seguiamo l'invito...:-)

 

Una stanza con un grande banco di legno 
e delle persone che lavorano dietro questo bancone....
se non fosse per gli archivi e gli schedari 
poteva sembrare il bancone di una pasticceria/bar anni '70... 
Tipo quelle con le pareti a specchio 
 completamente ricoperte di bottiglie di amari, whiskey eccetera.
E il resto tutto di legno. Bello. Elegante e pulito. 
Comunque, abbiamo consegnato i bollettini con il materiale 
e la signora che si è occupata della nostra pratica 
ci ha subito consegnato le ricevute.
E siccome sui bollettini al posto del numero 
io avevo scritto la dicitura "iscrivendo",
 ci ha mandati subito all'ufficio preposto per l'iscrizione degli autori...
primo piano stanza 186.
Un signore gentile ( e moooolto tranquillo:-)) 
ci accoglie e raccoglie tutti i documenti, 
mi aiuta a compilare delle parti che erano rimaste vuote 
e finalmente mi assegna il numero!!!
Sono ufficialmente autrice e compositrice! :-D
Si potrà dire? Ma sì! 224601
e...notare la parte in rosso:
per gli amanti dei Musical, 
e di un musical in particolare
è un numero importantissimo!!!
il numero di Jean Valjan dei MISERABILI!!!!!
Sarà un segno del destino? 
(Beh, dato che sto lavorando a un musical!!!)
E non è finita!!
Seguono altri giri e colloqui per uffici
(torniamo per ben tre volte nella stanza 186 dal signore tranquillo)
e dopo compilazioni di moduli con diciture prestabilite
e formule "segrete"...ci ritroviamo entrambi iscritti anche alla sezione DOR
per le opere letterarie, depositando la prima delle nostre fiabe
completamente riscritte in forma di musical.
E' FATTA!!!
STIAMO ARRIVANDO!!!



sabato 2 novembre 2013

Cambridge e i suoi alberi


Mi sono ufficialmente innamorata.
Di una città, di una lingua, della gente.
Ho sempre avuto un debole per i paesi del nord, 
ma non avevo ancora cominciato a visitarli.
Sono stata a Londra per lavoro qualche anno fa... 
Ma nn ho avuto modo di girarla. 
Poi ho avuto l'occasione di fare questa settimana studio a Cambridge. 
E l'ho colta al volo. 
Non lo so forse, perché sono tornata a fare la studente per una settimana,
forse perché avevo bisogno di una pausa, 
forse per la compagnia davvero piacevole, 
forse l'insieme di tutte queste cose ma non sarei tornata più a casa. 
Volevo che casa mia diventasse quella.
Una città che mi ha colpito al cuore,
tanto da faticare a descriverla senza sembrare la classica turista
che vede tutto bello e che a casa non ha quello che vuole. 
Per me non è così, anche se Pesaro non è paragonabile, ma Verona, la mia città, sì.
In modo diverso ma sono entrambe belle.
Ma io AMO Cambridge.
Amo le sue strade, le sue casette tipiche tutte in fila con gli scalini all'ingresso,
amo la sua architettura, i college che sembrano usciti direttamente da Hogwarts,
con le loro guglie e gli archi e i rosoni e naturalmente...i giardini. 
Oddio i giardini!!!


Sono letteralmente impazzita, per la cura dei dettagli, 
le geometrie, i colori, la pulizia.

Ma io dico, vi immaginate cosa può voler dire studiare in un ambiente così?



Dove alberi e fiori si integrano perfettamente con l'architettura,

la vite americana si arrampica silenziosa e colora di rosso le torri,


dove puoi trovare scoiattoli che ti vengono incontro, 
gatti che dormono indisturbati sulle panchine, 
mucche che pascolano nell'allevamento interno al college... 



E poi esci da questo mondo incantato pieno di laghetti e ninfee 
e trovi la vita di città...
una città studentesca, perciò vivace, ma non caotica...il mio ideale.

E il fiume Cam, 
chi lo immaginava che CAMBRIDGE derivasse il suo nome da un fiume...
(beata ignoranza)...
I salici, che ne sfiorano le acque con le loro fronde, 
lunghe e morbide come i capelli di una donna, 


gli alberi e le piante che lo contornano, quasi a volerlo incorniciare...
Io ho una adorazione per gli alberi, per i salici in particolare...chissà perché , 
li trovo romantici e malinconici...adatti alla riflessione alla meditazione...
sono andata diverse volte sotto la loro chioma a nascondermi, 
a fotografare il tetto di quelle capanne ideali, 
a sentire la loro corteccia a guardare il sole che filtrava dall'alto...
e tutte le volte mi sono sentita a casa, abbracciata, accolta. 
Li ho toccati e ammirati da terra, 
li ho sfiorati e accarezzati con gli occhi dall'acqua,
a bordo del punt, una specie di gondola tipica della zona,
con cui ho percorso il Cam nel tratto in cui scorre in mezzo ai college...impagabile...
Mi sono innamorata. E' stato inevitabile.
A presto.



giovedì 24 ottobre 2013

La musica prende forma



Ieri giornata che ha segnato una tappa fondamentale nel nostro progetto.
Dopo le musiche, le illustrazioni, la grafica 
(sono molto orgogliosa del nostro marchio!!!!!) 
ieri un altro passo avanti. 
Le riprese di una coreografia...
una nostra canzone coreografata e danzata da una ventina di persone!!!
 Wow! Veramente un sogno che di realizza...
e partecipare alle riprese e far parte del backstage... 
Tutto molto eccitante.. 
Telecamere piazzate, luci studiate e predisposte, 
microfoni ( prova uno, due, tre!!) e registratori settati... 
E poi tante foto... Mi sono espressa e divertita
(e ho messo in pratica gli insegnamenti del corso di fotografia)... 
E quando hanno fatto partire la base non nascondo che mi sono commossa 
e ho faticato a cacciare indietro le lacrime... 
La nostra musica stava prendendo forma!!!
E un'altra piccola ma importante soddisfazione... 
È che piace!!! I bambini la adorano...
Un immenso grazie alla coreografa Laura Mungherli e al suo staff,
a Marcello Franca e Tommaso Giunti
per la produzione video.
E naturalmente al mio socio preferito Riccardo Poto
per la perfetta organizzazione
(quest'ultima riga scritta sotto minaccia di tortura)
:-)


mercoledì 15 maggio 2013

Stiamo arrivando...

Il tutto è partito dal fortissimo desiderio di fare qualcosa di nostro.
L'esperienza c'è, lavoriamo da anni con le maggiori case editrici italiane,
finora abbiamo realizzato qualcosa come 30 o 40 master all'anno
creando prodotti editoriali scritti da altri autori...
Il lavoro ci da soddisfazione e posso dire con orgoglio che i nostri clienti ci apprezzano e continuano a rivolgersi a noi.
Abbiamo strumenti, mezzi, collaboratori e una giusta dose di creatività per trasportare in audio un prodotto nato su carta e renderlo udibile, arricchirlo con effetti sonori, canzoni, ambientazioni...
Il passo successivo perciò ci è sembrato quasi naturale.
Siamo dei creativi, perché non creare un prodotto tutto nostro?
E così ci siamo buttati... Ormai è quasi un anno che ci lavoriamo, stiamo pensando proprio a tutto. Abbiamo riunito un team di creativi: chi si occupa dei costumi, chi della grafica, chi delle illustrazioni, chi delle riprese, chi delle musiche( beh quelli siamo noi!) chi della danza... Insomma un bel gruppo di persone che credono nello stesso progetto e lavorano per farlo partire al più presto. 
Abbiamo riscritto una fiaba, creato le musiche, pensato alla grafica... A tutto insomma!!! E oggi ho avuto la netta sensazione che il lavoro oscuro stia giungendo al termine!! E fra un po' potremmo parlarne liberamente e proporlo!!
Il marchio è stupendo, essenziale, come tutta la linea grafica, le illustrazioni sono...direi poesia per gli occhi, la fiaba è pronta, registrata e mixata e oggi ho ultimato il trailer!!
Nn mi sono mai sentita tanto orgogliosa di me! Ogni tanto bisogna dirselo... Con tutto il lavoro che ci sta dietro!!!
E non vedo l'ora di farvi sentire e vedere tutto quanto!!

venerdì 22 marzo 2013

U.S.A! U.S.A! U.S.A!

Ok, era ora di riprendere il mio blog!
Ho deciso di tornare a scrivere per condividere una bella notizia 
e descrivere per quanto possibile la mia felicità.
Laura, mia figlia, andrà a studiare negli States. 
Ha vinto una borsa di studio con AFS e partirà ad Agosto 
per frequentare il quarto anno di liceo in una High School.
La notizia è arrivata stamattina. 
Marco, il padre di Laura, mi ha telefonato 
per avvisarmi che la fatidica chiamata da Colle
 era FINALMENTE arrivata 
(Colle Val d'Elsa é la sede nazionale di AFS)!
FINALMENTE!
Perché dopo mesi di riunioni, colloqui, incontri,
 selezioni, test attitudinali e di lingua inglese,
 compilazione di fascicoli in triplice copia con tanto di pagelle,
 valutazioni, presentazioni da parte di insegnanti e genitori 
e, non ultimo, versamento di un piccolo anticipo in Euro, 
ecco dopo tutto questo il 26 febbraio arriva la doccia fredda:
 "Cara Laura ti comunichiamo che sei vincitrice 
di una borsa di studio per gli USA ma solo come riserva.
 Sei stata inserita in una lista d'attesa."
Wow! 
Hai voglia ad essere positiva, a dire che non è un NO, ma un NI...
Telefono a Colle e mi rassicurano dicendomi che la probabilità 
che Laura parta è molto alta perché il numero delle "riserve"
 è calcolato in base al fatto che sanno che ci sono molti ritiri all'ultimo momento.
 E quindi attendiamo fiduciose...ma il tempo passa e arriva il 15 marzo,
 data in cui, in teoria, avremmo dovuto sapere, e...niente.
Il responsabile locale ci consiglia di pazientare 
perché il numero dei partecipanti è molto elevato...e così pazientiamo.
E poi...
  FINALMENTE!!!
STAMATTINA! 
Decido di andare a scuola a prendere Laura e darle la notizia di persona,
 sperando che nel frattempo non avesse acceso il cellulare...
Vado alla ricerca disperata di una bandiera degli Stati Uniti 
ma trovo solo una borsa. La compro. 
Mi apposto davanti al Mamiani e dopo un po' cominciano ad uscire i ragazzi.
 Ed ecco Laura. 
Ok non lo sa, la faccia è sorridente ma non eccitata.
Mi vede e mi corre incontro con le sue amiche. 
Le sorrido a 42 denti ma non capisce. 
Chiacchieriamo un po' con le sue amiche che poi se ne vanno
 e io le faccio notare la mia borsa nuova...tre secondi, due, uno...
"Mi hanno presa!"e comincia a saltare a gridare dalla gioia, 
rincorre la sua migliore amica, Mary, 
che nel frattempo si era avviata alla fermata dell'autobus, 
e si abbracciano e saltano insieme, 
poi arriva Brigilda che si unisce ai festeggiamenti :
" Mi porti con te? Sono piccola, occupo poco spazio!"
Seguono poi le telefonate alla nonna, alla zia...mia madre è super eccitata!
Ricorderò questo giorno come uno dei più belli della mia vita.
 Perché lo sento come un mio successo. 
Perché ho sostenuto mia figlia da subito, 
ci ho creduto e ci credo tutt'ora.
Devo ringraziare tutti colori che mi sono stati vicini,
la mia famiglia, il mio socio(Riccardo Poto), la mia dottoressa (Fabiola Menon).

 E per fortuna ogni tanto la Scuola italiana ne fa una giusta,
 perchè l'anno all'estero è riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione.
E pensare che ci sono insegnanti (a dire la verità solo una, per fortuna)
 che si preoccupano di più del programma 
che perderà durante l'anno in cui sarà assente, 
piuttosto che essere felici e sostenere una scelta formativa come questa.
 Cervello modello oliva all'ascolana.

Tiè!
Ma, tanto per citare Dante...
( e mai citazione fu più adatta al soggetto 
che guarda solo al suo misero orticello)
"non ragioniam di loro ma guarda e passa!" 
parlando di "coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo" 
(Inferno, canto III, verso 51)
In bocca al lupo Laura!