lunedì 24 novembre 2014

Le rose

Un mazzo di rose 
Colorate e vivaci come te.
Il rosso della passione e della forza
Il giallo dell'allegria.
Delicate, forse, i petali vellutati
che attirano carezze.
E ne hanno bisogno:
le rose amano essere accarezzate.
Le rose amano essere annusate.
Emanano un profumo
che sa di qualcosa di antico e profondo.
Anche il profumo è forte. 
Talvolta inebriante da lasciarti stordito.
Questa volta appena accennato.
quasi a lasciare intendere che c'è dell'altro...
Poi provi a prenderle.
Se le afferri con troppa irruenza ti pungono, 
ti graffiano...
A volte lo fanno anche se usi tutta la delicatezza di questo mondo. 
Perché mentre l'irruenza sa di possesso,
 di impazienza, la delicatezza sa di amore.
E loro si difendono dal troppo amore.
E ti feriscono appena provi ad avvicinarti...
Un mazzo di rose.
Che sta li a ricordarti chi sei.
Che ti parla con il suo silenzio distaccato.
E tu vorresti essere una margherita.
Più semplice, più pura, senza spine,
 perché nn ha bisogno di difendersi...
E invece hai davanti un mazzo di rose...
Esattamente come te.


venerdì 21 novembre 2014

Il dono

Lei ha un dono bellissimo.
In molti, a pensarci bene, 
gliel'hanno fatto notare 
ma lei non ci ha mai creduto.
Qualcuno l'ha pure ringraziata
perché per merito suo ha riscoperto il proprio mondo interiore.
Lei racconta le proprie emozioni 
e le esprime in ogni cosa che fa.
Si nutre di esse e le amplifica,
le cattura 
e poi le riversa in ogni gesto,
in ogni sorriso,
in ogni sguardo, 
in ogni impegno.
Quando sono negative 
( succede anche quello)
le affronta, 
si lascia travolgere,
le attraversa
e poi le trasforma.
Ma sono emozioni vere,
autentiche, profonde, 
che si autoalimentano.
Semplicemente: le vive.
E in un certo senso "insegna" a viverle anche agli altri.
Ma non con la presunzione di chi si considera un "Maestro", o un leader...

Ha avuto come una rivelazione, 
ha aperto gli occhi stupita 
e ha capito che può essere utile agli altri.
Semplicemente essendo se stessa, 
manifestando sempre di più la sua essenza.
Ha trovato finalmente un posto nel mondo, 
e si è sentita, finalmente, utile.
Ha capito di avere un dono prezioso.
Un dono per chi sa ascoltare, 
percepire
per chi è pronto a vivere in modo autentico.

Qualcuno si limita ad osservare da lontano.
Qualcuno, dopo essere stato travolto,
si ritrova malridotto e lo rifiuta categoricamente. 
La allontana. 
La tratta male solo per il fatto che si permette di mostrare 
che esiste un mondo interiore, spirituale.
Qualcuno prende questo dono 
e lo porta nella propria vita.
E ora qualcuno, inaspettatamente, vuole viverlo al suo fianco.

venerdì 14 novembre 2014

Rinasco Nuvola

Se rinasco...rinasco nuvola...
Morbida, soffice e bianca,
un batuffolo di cotone,
solitaria,
 stagliata su un cielo azzurrissimo, 
mi trasformo, 
divento un delfino che salta e gioca nel mare
un fiore che spunta in un prato infinito,
il profilo di una persona con lo sguardo sognante e sorridente.
Oppure grigia, nera, minacciosa...
un tutt'uno con le altre...
perché, se c'è da scatenare un temporale,
 l'unione fa la forza...
Piango, 
mi lascio attraversare dai raggi del sole,
mi dissolvo e mi riformo...
viaggio, 
mi sposto, 
osservo tutto e tutti dall'alto...
non mi sfugge niente,
ogni bacio rubato,
ogni abbraccio,
ogni risata,
ogni lacrima,
di gioia e di sofferenza.
Mi faccio ammirare e ispiro sogni,
storie, 
faccio riemergere ricordi...
Qualche volta rispondo a chi mi parla...
Sì...
se rinasco...
rinasco nuvola.

lunedì 29 settembre 2014

In viaggio

Parto. 
Sabato mattina, presto.
Devo arrivare a Verona per il matrimonio di mia cugina.
Sosta x fare il pieno di gasolio e di caffè.
E poi autostrada. 
Come sempre la musica fa da sottofondo.
Ho scelto MJ, Thriller, come parte della colonna sonora.
Il viaggio mi rilassa.
No, in realtà mi stimola. 
Quando viaggio le sensazioni e le intuizioni si amplificano.
Spesso arrivano le soluzioni dei problemi, 
o nuove idee... 
Sarà perché sono da sola, 
concentrata e centrata nel presente.
Osservo il paesaggio che arriva verso di me 
e poi scorre al mio fianco, per poi scomparire.
In effetti è così: 
in qul momento è come se tutto mi arrivasse addosso.
 Non sono io che "vado verso". 
Io sono ferma. 
In attesa. 
Pronta ad accogliere. 
Certo è un'attesa vigile ed attiva. 
Divento ricettiva.
E così osservo i colori 
e le forme che cambiano rispetto alla luce 
o che sono mutati rispetto al viaggio precedente...
un'altra stagione, un'altro giorno, un'altra ora.
E quando ritrovo quell'albero enorme 
a ridosso del cavalcavia,
 all'altezza di Cesena, lo saluto:
" ciao amico, ben trovato..." 
mi sento rassicurata...
Oppure sorpresa, se trovo una casa diversa 
o un campo coltivato o fiorito... 
Nuovi colori, nuove forme... 
Che entrano a far parte di me.
Mi diverto ad osservare i filari, le pianure, 
i casolari, il cielo e le sue nuvole, il sole e la luna...
 Tutti questi pensieri si accavallano quando guido 
e sono sola, con l'auto riempita dalla musica...
Mi fermo in un autogrill, 
café café café!!
Appena entrata mi travolge un ricordo.
Mi sono fermata qui solo un'altra volta. 
Allora non ero sola. 
Mi accompagnava, anche se non fisicamente, 
una persona speciale. 
Ho ritrovato il punto esatto in cui,
 quel giorno, è partito un brano di Vasco Rossi,
 Senorita, che l'ha portato li da me.
Sorrido.
E vado a prendere il caffè...
Torno in auto e cambio cd.
Di solito mi piace cantare. 
Ma stavolta ho bisogno 
di immergermi nella musica. 
Di ascoltare e lasciarmi trasportare. 
E naturalmente scelgo Cacciapaglia. 
Quarto tempo.
Ormai lo conosco a memoria 
eppure ancora mi stupisce,
 ancora riesco a percepire nuove sfumature, 
diverse dinamiche.
Nei suoi brani trovo delicatezza, 
inquietudine, purezza cristallina.
Le note scorrono e diventano un tutt'uno 
con il rumore dell'asfalto.
È bellissimo sentire il susseguirsi delle note,
la gamma di colori
che produce l'uso di tutta la tastiera,
quasi come fosse una tavolozza:
E poi la dinamica, i cambi di ritmo, 
le sospensioni... 
Quelle note basse che rimangono sotto,
 a fare da tappeto e da preludio alla melodia successiva...
E tu sei li che l'aspetti e riparti con lei... 
E la tua mano ed il tuo cuore ripartono con lei...
come se la dirigessero...

Sono quasi arrivata... 
E metto l'ultimo brano in loop. 
Non riesco a smettere di ascoltarlo. 
È talmente delicato, 
e forte nello stesso tempo da non riuscire davvero a smettere.
 Lo sento in perfetta sintonia con me... 
Sarà la teoria dello specchio...
ogni cosa, ogni esperienza, 
ogni persona ci fa da specchio. 
Presumo quindi anche la Musica che ascoltiamo.
Penso che mi piace sentirmi così 
e che vorrei che anche gli altri mi percepissero in questo modo...
ma credo di dare tutt'altra sensazione. 
Ma forse sono io che non lascio trapelare questo mio aspetto.
Il brano si chiama Viaggio di notte.
L'ho scoperto in questo momento...
Che coincidenza.

Sono arrivata.
Adesso è il momento del silenzio.
Ora mi devo concentrare sugli altri.
Tornerò dalla Musica al mio rientro.

venerdì 19 settembre 2014

Voglio la luna

Ieri un gabbiano 
si è fermato davanti a me, 
fissandomi.
Mi sono avvicinata 
e lui per, tutta risposta,
mi ha fissata ancor più intensamente...
Fermi entrambi, 
per un secondo 
che è durato un'eternità.
E l'eternità è diventata notte... 
La Luna ha illuminato i miei pensieri 
e ha cominciato a parlarmi.
Immobile e silenziosa 
ho ascoltato il suo racconto. 
Mi ha mostrato un volto 
e un sorriso 
e due occhi in cui mi sono specchiata. 
E ho sentito un tocco leggero 
e delicato sul viso, 
come una carezza...
che con uguale tepore 
ha sfiorato la mia mano.
Ho provato a trattenerla... 
E per un attimo ci sono riuscita. 
Ho abbassato gli occhi
 per vedere la mano...
Ma quando ho alzato lo sguardo...
Il volto nn c'era più...
era tutto avvolto nella nebbia...
Ora provo a ricordare... 
Ma è tutto indistinto...
tranne il calore della carezza, 
impresso sulla mia pelle.
Voglio la Luna...

sabato 6 settembre 2014

Cacciapaglia

E ti ritrovi di nuovo chiusa in auto ad ascoltare musica. 
A riempire il vuoto con la musica. 
Con le note del pianoforte di Cacciapaglia, 
le frequenze degli archi... 
Che ti toccano nel profondo e muovono qualcosa... 
E scendono due lacrime infinite... 
Sembrano due sorgenti... 
Sgorgano copiose dagli occhi, sono pure.. 
Ma non sono fresche tutt'altro... 
Sono bollenti. 
Cariche di suono, di dolore, di speranza, di forza... 
Tutto quello che ho dentro sgorga assieme a quelle lacrime...
anche la musica...
Unica consolazione... 
E l'ascolto in auto perché lo spazio è piccolo, 
e si riempie prima... 
E il suono così ti avvolge, ti riempie, 
entra dentro le ossa, ti solleva, ti abbraccia e ti consola...
e arriva come sempre l'immagine di me 
che mi lascio cullare dal vento in un campo dorato...
molto romantica davvero...
provo un senso di leggerezza...
la musica e il vento sono affini...
anche il vento suona...
e dietro le note riesci a percepire il rumore dei tasti,
il piede che preme il pedale,
il respiro del pianista 
e sai che dentro tutto questo c'è una persona come te, 
e arrivi a credere che questa musica sia stata scritta per te.
Solo per te.

lunedì 28 luglio 2014

Shoot the moon...and the daffodils

Anche se conosco Norah Jones e 
ho inserito il suo brano " Don't know why " 
in repertorio da anni ormai,
non l'ho mai seguita, se non in maniera discontinua...
Poi è arrivato George...e mi ha suggerito di ascoltare 
"Shoot the moon"...
Un altro regalo...:-)
L'ho ascoltato, attentamente, l'ho assaporato, 
me lo sono proprio gustato 
e direi che me ne sono innamorata.
Lo inserirò in repertorio perché è nelle mie corde...
Lo sto ascoltando a sfinimento per impararlo il prima possibile.
L'arrangiamento è semplice, fatto di chitarra classica,
 semi acustica ed elettrica, batteria jazz.
Tutto qui. Essenziale. In un primo momento mi ha ricordato 
Tears in Heaven di Eric " Slowhand" Clapton...
Il giro di accordi iniziale coincide...
e anche il ritmo un po'...gattone...sensuale...e lo stile...morbido...
Il testo è coerente con la musica. 
Delicato, sa di luce soffusa, 
di rimpianto, di malinconia, ma c'è un sorriso,
 forse un po' amaro ma consapevole...
L'immagine che mi suscita è quella di una persona, 
di un uomo (beh sì io mi immagino un uomo!)
che fa i conti col suo passato, che lo rivede col senno di poi 
e capisce che lui e lei si sono semplicemente
 incontrati nel momento sbagliato....
Ma lo fa col sorriso...
All'inizio pensavo: 
non c'è speranza...non ne vuole più sapere...
Poi ho cambiato idea. 
Ma lui spera nel ritorno di una persona 
o semplicemente sa che deve andare avanti?
O forse non parla di una persona ma di un sogno...


The summer days are gone too soon You shoot the moon And miss completely And now you're left to face the gloom The empty room that once smelled sweetly Of all the flowers you plucked if only You knew the reason Why you had to each be lonely Was it just the season? 
Now the fall is here again You can't begin to give in Its all over 
When the snows come rolling through You're rolling too with some new lover Will you think of times you've told me That you knew the reason Why we had to each be lonely was it just the season 



Questa sera appena tornata da Verona,
ho sequestrato il mio socio
e ci siamo messi a registrare...
il risultato è questo
(George, questa è per te, grazie!)


Il primo pensiero che mi ha suscitato è stato un ricordo,
 perché ad un certo punto parla di fiori...
Mi è arrivato come un flash, 
l'immagine di un campo di fiori gialli...seguita dalla poesia...
Una poesia che mi porto dentro dal liceo,
 a cui non pensavo da una vita, 
ma che mi è subito risuonata nella mente e nel cuore.
Daffodils By William Wordsworth....
mi sembrava di camminare in questo immenso
 campo di giunchiglie che ondeggiava 
seguendo il ritmo imposto dalla brezza...
riuscivo a distinguere il campo dal lago 
solo grazie ai colori e alle sfumature...
ma era un tutt'uno...un quadro di Monet...
stesso movimento che ti trasporta e ti accompagna,
 stesso suono, colori e profumi diversi 
che vengono portati dal vento e ti entrano,
 e ti appartengono...o forse sei tu che appartieni a loro
...anche se solo per un attimo...