Ho ritrovato una tua lettera.
Credo sia l'ultima che mi hai inviato.
Pensavo di averle buttate tutte e invece ieri salta fuori questa.
Come le altre.
Scritta al computer,
stampata su carta, senza indirizzo ne data e soprattutto niente firma.
Almeno nelle prime c'era una P scritta a penna.
In questa c'è solamente il timbro postale.
Le solite parole che mi fanno capire che mi conosci di persona,
che leggi o hai letto ciò che scrivo,
sul mio blog o su facebook.
Parole che in qualche modo mi fanno pensare di averti parlato e conosciuto.
Parole che, se dette dalla persona amata,
mi farebbero sentire una persona speciale,
al centro del suo mondo.
Parole che mi incoraggiano e mi proteggono.
All'inizio, sono passati ormai 10 anni,
pensavo fossi un musicista con cui sono stata, lo stalker.
La prima lettera è arrivata subito dopo la fine della nostra storia.
Ma le lettere sono proseguite anche dopo l'intervento dei carabinieri.
Perciò se fossi lui saresti un bipolare.
E quindi credo che tu non sia lui. Lo spero.
Ma mi chiedo perché allora non ti sei mai fatto riconoscere?
Mi chiedo se ci siano problemi di età,
di stato (sei sposato?)
se per caso ti abbia respinto
o in qualche modo ti abbia fatto capire che non fai per me.
E continui a scrivermi nonostante tutto.
Molto romantico non c'è che dire.
Non mi hai mai detto di amarmi.
Ma il tuo pensiero arriva forte e chiaro.
Mi hai fatto arrabbiare e ti ho anche dato del vigliacco se non ricordo male.
A cosa serve tutto questo mistero?
E poi ti leggo e mi sento passata ai raggi X
Ieri però le tue parole mi hanno colpito.
Mi hanno fatto davvero bene, mi servivano.
Sapere che davvero posso arrivare in quel modo, mi da forza.
Immagino che la tua vita sia andata avanti.
Ovvio.
Ma ti prego.
Se mai leggerai queste parole, non lasciarmi andare.
Almeno fammi sapere che non sei lui.
Grazie.
Credo sia l'ultima che mi hai inviato.
Pensavo di averle buttate tutte e invece ieri salta fuori questa.
Come le altre.
Scritta al computer,
stampata su carta, senza indirizzo ne data e soprattutto niente firma.
Almeno nelle prime c'era una P scritta a penna.
In questa c'è solamente il timbro postale.
Le solite parole che mi fanno capire che mi conosci di persona,
che leggi o hai letto ciò che scrivo,
sul mio blog o su facebook.
Parole che in qualche modo mi fanno pensare di averti parlato e conosciuto.
Parole che, se dette dalla persona amata,
mi farebbero sentire una persona speciale,
al centro del suo mondo.
Parole che mi incoraggiano e mi proteggono.
All'inizio, sono passati ormai 10 anni,
pensavo fossi un musicista con cui sono stata, lo stalker.
La prima lettera è arrivata subito dopo la fine della nostra storia.
Ma le lettere sono proseguite anche dopo l'intervento dei carabinieri.
Perciò se fossi lui saresti un bipolare.
E quindi credo che tu non sia lui. Lo spero.
Ma mi chiedo perché allora non ti sei mai fatto riconoscere?
Mi chiedo se ci siano problemi di età,
di stato (sei sposato?)
se per caso ti abbia respinto
o in qualche modo ti abbia fatto capire che non fai per me.
E continui a scrivermi nonostante tutto.
Molto romantico non c'è che dire.
Non mi hai mai detto di amarmi.
Ma il tuo pensiero arriva forte e chiaro.
Mi hai fatto arrabbiare e ti ho anche dato del vigliacco se non ricordo male.
A cosa serve tutto questo mistero?
E poi ti leggo e mi sento passata ai raggi X
Ieri però le tue parole mi hanno colpito.
Mi hanno fatto davvero bene, mi servivano.
Sapere che davvero posso arrivare in quel modo, mi da forza.
Immagino che la tua vita sia andata avanti.
Ovvio.
Ma ti prego.
Se mai leggerai queste parole, non lasciarmi andare.
Almeno fammi sapere che non sei lui.
Grazie.
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