Erano le 3 del mattino più o meno.
Guidavo e piangevo.
Guidavo e fuggivo.
Fuggivo dalla distanza,
da un muro che si è alzato all'improvviso
e non sono riuscita ad abbattere.
Fuggivo da un abbraccio
che non voleva accogliermi,
da un senso di appartenenza
che era solo mio.
che era solo mio.
Fuggivo dall'estraneità,
da un vuoto che non chiedeva altro
che essere colmato
che essere colmato
e che ora risuona di parole come
"casa" , "ti voglio bene".
Parole importanti,
dette forse troppo in fretta.
Sono stanca di fuggire.
Voglio restare.
Perciò trovami,
abbracciami stretta
e non lasciarmi andare più.
E ti chiedi come fai
RispondiEliminaa sentirti solo
al centro di un abbraccio.
Come se la distanza
tra te e le mie braccia
che ti stringono
lasciasse uno spiraglio
non colmabile.
Non resta altro
che lasciarti andare
per lasciarmi
libero di vivere
senza più nodi
da sciogliere
e lacrime di pioggia
da raccogliere.
Finisce qui
prima che
arrivi la tempesta,
e ci distrugga
entrambi.