sabato 14 gennaio 2017

Stanca di fuggire

Erano le 3 del mattino più o meno.
Guidavo e piangevo.
Guidavo e fuggivo.
Fuggivo dalla distanza,
da un muro che si è alzato all'improvviso 
e non sono riuscita ad abbattere.
Fuggivo da un abbraccio 
che non voleva accogliermi,
da un senso di appartenenza 
che era solo mio.
Fuggivo dall'estraneità,
da un vuoto che non chiedeva altro 
che essere colmato
 e che ora risuona di parole come 
"casa" , "ti voglio bene".
Parole importanti, 
dette forse troppo in fretta.
Sono stanca di fuggire.
Voglio restare.
Perciò trovami, 
abbracciami stretta
e non lasciarmi andare più.

1 commento:

  1. E ti chiedi come fai
    a sentirti solo
    al centro di un abbraccio.
    Come se la distanza
    tra te e le mie braccia
    che ti stringono
    lasciasse uno spiraglio
    non colmabile.
    Non resta altro
    che lasciarti andare
    per lasciarmi
    libero di vivere
    senza più nodi
    da sciogliere
    e lacrime di pioggia
    da raccogliere.
    Finisce qui
    prima che
    arrivi la tempesta,
    e ci distrugga
    entrambi.

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