Serate a parlare con gli amici sul muretto di casa .
Hai sentito l'ultimo dei Queen? Te lo presto...
E le gite al lago col cestino del picnic,
Feste improvvisate, dove ognuno porta qualcosa,
le meglio riuscite.
E canti a squarciagola con la testa fuori dal finestrino,
O suoni fino a che non ti sanguinano le dita...
Studi o ci provi senza riuscirci
perché hai la testa da un'altra parte.
E quello che un giorno ti sembra così lontano,
irraggiungibile,
il giorno dopo lo puoi afferrare con una mano.
Un diario pieno di fotografie, scritte e disegni,
i bigliettini tramite gli amici in comune
appiccicati sulla bicicletta sperando che vengano letti,
aspettando una risposta.
Ti ritrovi a sorridere senza un motivo apparente.
E senti le farfalle nello stomaco
quando pensi a lui.
Brividi a pelle e gola secca quando lo vedi
e quando senti il suo sguardo posarsi su di te.
Ti tiene per mano e parlate fino a notte fonda
e non vi rendete conto dell'ora
fino a che il sole non fa capolino
e il cielo si riempie di colori
e piano piano si fonde con i tuoi occhi e con i suoi.
E' già ora di colazione: cappuccino e brioches...
e poi ancora insieme.
Perché le parole non finiscono mai,
perché gli sguardi rimangono sospesi,
perché i suoi gesti e la sua risata ti scaldano
e la stanchezza scompare.
C'è solo questo momento.
Infinito.
E sono tutti momenti che si seguono uno dietro l'altro.
E i momenti diventano giorni, mesi, anni.
E ti accorgi di aver perso quella poesia,
ti viene anche il dubbio che non ci sia mai stata.
Ti manca.
Tutto ti sembra lontano e irraggiungibile...
e poi lo afferri con una mano
...di nuovo...
E scopri che quello che pensavi istinto,
quello che pensavi adolescenza
in realtà ce l'hai dentro:
è la tua essenza.
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